Tuesday, 20 March 2012

Oluwafunmilayo (my Yoruba name)

Babalawo/Psichyatrist in Akure, Ondo state
quasi due mesi e mezzo che non aggiorno il blog. con l'esperienza del villaggio, dal guaritore tradizionale, i due ospedali psichiatrici nel mezzo. una totale immersione, finalmente, nel cuore della mia ricerca. mentre annunciavano lo sciopero generale a tempo indeterminato, ancora a gennaio, non sapendo bene come muovermi, se andare nel primo ospedale (ad abeokuta, in un altro stato) oppure rimanere a lagos, non sapendo se anche gli strizzacervelli avrebbero aderito allo sciopero, opto alla fine per il villaggio, sapendo che sicuramente il guaritore da cui sarei andata non avrebbe partecipato allo sciopero. entusiasta della decisione presa, un misto tra curiosità e titubanza (alla fine è pur sempre un villaggio in mezzo alla foresta tropicale, mi domando quali bestie strane incontrerò lungo la strada..) patiamo, io e yomi, alla volta di igara, una frazione, per cosi dire, di ijebu, luogo noto per i numerosi babalawo (guaritori tradizionali yoruba) e rituali vodoo. abbandoniamo la caotica lagos, ci addentriamo in ogun state, man mano la frenesia della metropoli lascia il posto alle palme e alla foresta tropicale. la prima cosa che mi viene in mente, prima di arrivare, è il classico stereotipo antropologico del villaggio africano, capanne, palme, vita semplice basata sui prodotti donati dalla terra. diciamo non mi discosto di molto, certo non sono capanne ma le palme, la vita semplice e il vodoo ci sono sempre. eccome. l'esperienza con il babalawo è stata a dir poco interessante, lentamente entro in confidenza e altrettanto lentamente inizia a darmi un minimo di informazioni. mi immergo nel mondo della divinazione, dei rituali e dei sacrifici. il tutto circondato da scimmie, antilopi e lumaconi giganti. si ho trovato il coraggio per mangiare sia l'antilope (buonissima) che la lumaca gigante arrostita (non cosi buona). finita l'esperienza al villaggio proseguo la mia ricerca all'ospedale psichiatrico ad abeokuta, dove per la prima volta sono da sola, senza il supporto morale di yomi. inizialmente leggermente impaurita, mi abituo subito al nuovo contesto. l'ospedale sembra quasi più un luogo di villeggiatura che un ospedale psichiatrico, o almeno non è assolutamente come me lo aspettavo. immerso in una pseudo-foresta, tutto è regolato dalla calma e dalla tranquillità. non mi soffermo a descrivere ogni cosa, dagli psichiatri  al trattamento riservato ai pazienti, ma senza dubbio è stata un esperienza interessante e molto forte. finito con il primo ospedale, non contenta, mi dirigo verso il secondo ospedale, questa volta a lagos, dove pero vige un rigidissimo sistema burocratico per cui accedere alle informaizoni è stato a dir poco impossibile. tuttavia, per farvi capire il paradosso di questo posto, ma credo anche in parte della nigeria in generale, seppur non potevo accedere alle cartelle cliniche o a resoconti annuali dell'ospedale, mi hanno lasciata quasi da sola con i pazienti (psicotici e schizofrenici) per ore, lasciandomi la libertà di intervistarli e fargli qualunque domanda. chiaramente piena di perplessità cerco tuttavia di raccogliere tutte le informazioni possibili, anche per vie traverse, in quanto le vie istituzionali e burocratiche non sono osi facilmente percorribili per cui anche io, da buona nigeriana adottata, ho iniziato a cercare di girare attorno al problema. e devo dire che molto spesso ci riesco. per non parlare poi della negoziazione dei prezzi. inizialmente non ne avevo idea di come regolarmi e come contrattare. ora è diventato il mio divertimento principale, una sfida continua, vedere quanto riesco a ridurre il prezzo. l'importante è farlo sempre con un sorriso. devo dire che funziona. due settimane fa inoltre è arrivata giulia da bruxelles. che sollievo e ventata di aria fresca. non che mi sentissi a disagio prima del suo arrivo, ma senza dubbio avere al proprio fianco qualcuno di nuovo, di già conosciuto mi ha sollevato. fin da subito si è addentrata anche lei nel pieno della mia ricerca, dalla visita alla foresta sacra yoruba, all'ennesimo babalawo, fino al ritorno al villaggio e l'esperienza diretta con il guaritore del posto. esperienze senza dubbio uniche, forti, talvolta difficili che ti mettono alla prova. contesti che mettono alla prova te stessa, i tuoi limiti, la tua tolleranza e la tua sopportazione. ma come si suol dire ciò che non ti uccide può solo renderti piu forte non è forse vero? sono pienamente d'accordo. ora ci stiamo rilassando nell'assolata e caldissima lagos, tra un uscita e l'altra, tra la spiaggia e i club esclusivi di victoria island. ormai la mia permanenza in questo paese meravigliosamente contraddittorio e paradossale, in cui un minuto prima sei frustrato, nervoso, esasperato, e il momento dopo felice e sereno. tra una ricerca e l'altra, tra un avventura e l'altra, sono anche riuscita ad innamorarmi, non solo della nigeria ma anche di un nigeriano, yomi. che sia o meno il destino, che siano gli spiriti yoruba o dio, ho capito che la ricerca per la tesi non era l'unica che stavo intraprendendo, e forse era solamente il pretesto per affrontare la mia ricerca interiore. devo dire che fino ad ora ci sono stati ottimi risultati, su entrambi i fronti della ricerca..
Yoruba sacred forest - Osogbo

Badagry beach

King and king's wife near Abeokuta blessing me

Crocodile in the king's garden near Abeokuta -
the water in wich he lives is healing (!!)

Antropologist on the field and social worker
 Aro Neuropsichiatric Hospital 

Olumo rock - Abeokuta

Pepper soup!! Giulia's first night in Lagos

Me and Yomi


Yoruba sacred forest - Osogbo (Osun state)

Star Ad - me and Giulia, Lagos

Village, Igara (Ogun State)