136 ore e 49 minuti. dite sono sufficienti per ambientarsi? diciamo ancora mi devo abiutare al sole cocente, 40 gradi all'ombra non sono facili da affrontare. tuttavia, nonostante il clima caldissimo, per il resto mi trovo relativamente bene considerando che sono qui da nemmeno una settimana.
l'arrivo in aereoporto è stato un primo impatto abbastanza significativo. dopo aver passato il controllo della dogana, e dopo aver risposto alle mille domande che i poliziotti mi facevano riguardo le motivazioni della mia visita in nigeria, sono pronta per passare al livello successivo: attendere i bagagli. parlando con gli altri passeggeri - tutti nigeriani tranne cinque o sei europei e due cinesi - capisco che il problema principale non è tanto l'attesa quanto piuttosto la speranza che le valigie siano arrivate sane e salve a Lagos. fortunatamente, dopo ore di attesa in questo aereoporto malmesso e senza aria condizionata, sono pronta per affrontare il terzo livello: passare incolume attraverso la schiera di poliziotti che chiedono una tangente per lasciarti passare. leggermente preoccupata, chiedo informazioni a due nigeriane che avevo conosciuto sul volo, le quali mi dicono che posso stare a fianco a loro mentre ci dirigiamo verso l'uscita. a differenza di quanto mi aspettavo, hanno chiesto soldi solamente alla donna nigeriana, non prendendomi minimamente in considerazione.
mi viene a prendere il mio amico, saliamo in macchina e ci buttiamo in mezzo al delirio del traffico nella metropoli più grande dell'africa. erano le dieci di sera e c'era gente ovunque, in macchina, nei taxibush, in moto, a piedi e lungo le strade. non esistono semafori, vige l'anarchia totale, macchine che vanno in senso opposto, due strade asfaltate e tutto il resto strade sterrate. benvenuta nella grande metropoli.
Barracks, vicino a dove sono alloggiata

vorrei descrivere attimo per attimo, ogni odore, ogni volto, ogni sorriso. se c'è una cosa che mi ha colpito molto è il loro senso di ospitalità. camminando per la strada, soprattutto le donne mi salutano chiedendomi come sto e se mi trovo bene in nigeria. ho iniziato fin da subito a usare il trasporto pubblico, dai taxibush, questi pulmini in cui si stipano 15 persone, alla moto, il mezzo piu veloce per girare la città. pian piano mi sto anche abituando al cibo, molto piccante. ieri sera ho provato a mangiare la pepper soup, zuppa piccantissima con credo interiora di mucca. diciamo solo che è stato impegnativo e meno male che avevo una birra fresca a fianco altrimenti non so come avrei fatto a mandare giù anche un solo boccone. ho voluto fare l'antropologa? eheh e adesso assaggio tutto e provo tutto. sono tutti abbastanza stupiti del fatto che sia cosi curiosa ,che voglia utilizzare il taxibush piuttosto che mangiare con le mani come fanno loro. il mio amico mi ha detto che sono una nigeriana con la pelle chiara. credo che non potesse farmi complimento migliore.