Friday, 16 December 2011

riflessioni antropopoietiche

dopo un venerdi sera di tutto il rispetto la sera seguente non è stata da meno. abbandonato il quartiere di ikeja ci siamo diretti verso i quartieri alti, verso il cuore pulsante di una metropoli in continuo divenire, victoria island. passa a prenderci benjamin, un amico di yomi e dopo vari check point della polizia, un ennesimo modo di chiedere soldi, arriviamo a victoria island e lagos island. sembra di essere in una città completamente diversa, fatta di alberghi a 5 stelle, case sontuose, casino e club esclusivi.Ci dirigiamo a casa di un amico di benjamin, alan, un croato che va avanti e indietro dalla croazia a lagos per lavoro. La sensazione di vedere un uomo bianco, mi ha inizialmente destabilizzata in quanto mi sembrava fuori contesto ma successivamente ammetto in tutta sincerità che la cosa mi ha tranquillizzato. Andiamo nel mega centro commerciale the palms, una struttura fartiscente ben lontana dalla realtà di surulere e dalle strade sterrate, in un club non molto diverso da quello della sera precedente, in cui invece di ballare guardavano partite di calcio. ma il livello della musica è rimasto invariato. a fatica si riesce a parlare. dopo aver bevuto una birra decidiamo di spostarci per andare in un altro locale poco distante. solitamente il sabato sera si girano come minimo tre locali, per poi andare a ballare fino all'alba. noi ci siamo fermati solo ai primi due. 
fuori dal terzo locale in cui volevamo entrare ma purtroppo era solo su invito!
entriamo in questo secondo locale, di cui non ricordo il nome. noto con un po' di stupore che la clientela maschile è costituita prevalentemente da uomini d'affari europei, di cui molti italiani, piu o meno tutti sulla sessantina se non oltre. i miei amici mi fanno notare come la maggior parte delle donne nigeriane presenti siano prostitute. antropologicamente parlando è stato molto interessante, l'ambiente, le tipologie di persone presenti, e tutto quanto. inizialmente quindi molto attenta ad ogni singolo dettaglio e interazione che mi circondava, successivamente un senso di ansia e di repulsione per tutto quello che mi circondava mi ha assalito, una sensazione di riluttanza misto a senso di colpa in quanto italiana, in quanto bianca. usciamo dal locale e ne discuto con gli altri che mi dicono che nella maggior parte dei casi il giro di prostituzione a lagos è gestito da bianchi. non avevano fatto in tempo a finire di dirlo che scendono dalla macchina quattro ragazze bellissime seguite da una donna bianca sulla cinquantina, che ridendo e scherzando le invitava ad entrare nel locale, probabilmente a incontrare quello che sarà il loro futuro cliente. torno a casa con l'amaro in bocca, riflettendo sulle contraddizioni di questo immenso paese, che tanto aspira ad occidentalizzarsi ma che ancora è totalmente sottomesso e sfruttato dal mondo a cui tanto anelano. 
al ristorante cinese il giorno dopo..finalmente un po di verdura!
ad ogni modo mi risollevo il morale tornando a casa, discutendo in macchina con i miei nuovi amici di superstizioni varie. faccio l'esempio del gatto nero che attraversa la strada come piuttosto la scala o il sale. una cosa interessante che mi ha poi chiesto benjain era se oltre a causare sfortuna, vi fosse anche un modo per portare sfortuna a qualcun altro, riferendosi alle pratiche stregonesche proprie della sua cultura. successivamente vediamo dei resti di carcassa lungo la strada che ha dovuto evitare con la macchina per evitare di salirci sopra. Hanno subito smesso di parlare inglese per passare al pidgin ma grazie al poco che sono riuscita ad imparare ho capito che parlavano di sacrifici umani. Tuttavia ho chiesto subito dopo di cosa stessero parlando, non menzionando direttamente il sacrificio umano. Mi rispondono perplessi entrambi, si guardano per cercare conferma l’un l’altro, credo non mi volessero dire dei sacrifici umani. Mi dicono che sono sacrifici rituali in onore di una divinità yoruba, di cui ora mi sfugge il nome, che vengono messi nel ciglio di una strada e soprattutto agli incroci poiché in tal modo gli spiriti vi possono accedere con piu facilità e rapidità. In tal modo sono piu evidenti. Non potevo credere a ciò che stavo vivendo, ancora non realizzavo cosa stesse succedendo. dopo anni di studio sulla stregoneria ora mi ritrovo nel bel mezzo di un sacrificio rituale? il linguaggio della stregoneria è prente nell'agire quotidiano, dall'uso della mano destra per porgere qualunque cosa al modo in cui si appoggiano le gambe al muro. tuttavia capisco che reperire informazioni a riguardo non è una cosa molto semplice dato lo stigma sociale che pende su di essa, pertanto cercherò nei prossimi mesi di scavare più a fondo, sperando non mi succeda nulla!!

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